domenica 8 gennaio 2012

OCCORRE RIDARE FIDUCIA AL SISTEMA UNIVERSITARIO E DELLA RICERCA







Sul famoso giornale economico è stato avviato un interessante dibattito che ha preso le mosse da una lettera aperta di Fabio Beltram (direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa) e Chiara Carrozza (direttore della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa) a cui ha dato risposta tramite una intervista il Ministro Francesco Profumo, commentato da Guido Tabellini e che prosegue con un ulteriore contributo del prof. Dario Braga, prorettore alla Ricerca dell'Università di Bologna.

"Vorrei aggiungere un punto di vista laterale alla discussione aperta sui bandi per il finanziamento alla ricerca universitari (Prin e Firb) dalle pagine di questo giornale dall'intervento dei direttori del Sant'Anna e della Scuola Normale di Pisa.
L'Italia non ha materie prime, non ha petrolio, gas, minerali, eccetera. Ha tuttavia una risorsa primaria rinnovabile, ed ecologicamente sostenibile. Essa è costituita dalla stratificazione della sua cultura classica, dalla sua storia, archeologia, arte, filologia, eccetera. È una risorsa ancora non interamente sfruttata (anzi a volte, si direbbe, persino un po' dissipata). È una risorsa ad ampio raggio e generosamente distribuita su tutto il territorio nazionale. Nessun pezzetto di questo Paese ne è privo e, quel che più conta, essa è diversa e differenziata da Nord a Sud e persino da Est a Ovest. È una risorsa che va studiata, ricercata, estratta, accudita, riparata, raccontata, comunicata, e partecipata. Un bene nazionale.
Che nei Programmi di ricerca di interesse nazionale (Prin) o nel Firb “futuro in ricerca” destinato ai giovani, il tema dei nostri beni culturali – nel senso più ampio del termine – non solo non appaia esplicitamente, ma risulti persino disincentivato è poco comprensibile. Eh sì, perché i bandi Prin e Firb, al momento, richiedono che le ricerche siano indirizzate principalmente (con una penalizzazione del 25% del punteggio se così non è) verso i macroargomenti di Horizon 2020: sanità, evoluzione demografica e benessere, sicurezza alimentare, agricoltura sostenibile, ricerca marina e marittima e bioeconomia, energia sicura pulita ed efficiente, trasporti intelligenti verdi e integrati, clima, efficienza nelle risorse e materie prime, società inclusive innovative e sicure."

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