martedì 29 novembre 2011

Elena Ugolini e Marco Rossi-Doria sottosegretari all'istruzione. Il ministro Profumo tutto solo mantiene la delega all'Università?


Con un Consiglio dei ministri della durata di appena venti minuti, il governo presieduto da Mario Monti ha deciso la lista dei sottosegretari, tutti tecnici. Per l'istruzione, i sottosegretari sono due, Elena Ugolini e Marco Rossi-Doria, personaggi ben noti nel mondo della scuola. Si tratta di 'tecnici', ma riconducibili rispettivamente alle aree politiche del Pdl e al Pd. Viste le loro competenze è prevedibile che i due nuovi sottosegretari si occuperanno essenzialmente di scuola, di università e ricerca sembra che se ne occuperà personalmente il ministro Profumo, già rettore del Politecnico di Torino e presidente del CNR.

 

Elena Ugolini, classe 1959, laureata in Filosofia nell’Università di Bologna, dal 1993 è dirigente scolastico del liceo e della scuola secondaria di I grado “M. Malpighi” di Bologna, istituto paritario. Nel 1998 ha fatto parte della “Commissione dei saggi” istituita dal Ministero della Pubblica Istruzione. Dal luglio 2001 è stata nominata nel gruppo ristretto di lavoro istituito dal Ministro dell’educazione Letizia Moratti per la predisposizione degli indirizzi concernenti il nuovo sistema di valutazione del sistema scolastico italiano. A partire dal 2005 ha sempre fatto parte degli organi di governo dell'Invalsi, occupandosi, in particolare, della rilevazione degli apprendimenti per il sistema nazionale di valutazione e della prova nazionale all'interno dell'esame di stato del primo ciclo.



Marco Rossi-DoriaMarco Rossi-Doria, 67 anni, di Napoli, è maestro elementare dal 1975. Ha insegnato in Italia e all’estero ed è da venti anni formatore di docenti sulle didattiche laboratoriali e le metodologie di contrasto della dispersione scolastica, del disagio e dell’esclusione precoce. Fondatore del progetto Chance, dal 1994 al 2006 è stato maestro di strada nei Quartieri Spagnoli di Napoli. Durante il governo di centro-sinistra è stato comandato presso il Ministro della Pubblica Istruzione dove è stato membro della commissione per le indicazioni nazionali della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e della scuola media e ha lavorato alle linee guida del nuovo obbligo di istruzione per tutti, fino a 16 anni. E’ membro della Commissione nazionale di indagine sull’esclusione sociale. Ha collaborato per la Provincia autonoma di Trento per progetti a favore dei ragazzi in difficoltà e l’innovazione della formazione professionale.

giovedì 24 novembre 2011

Dalla RSU del Politecnico di Torino: ritratto del nuovo ministro Profumo

 Dalla RSU del Politecnico di Torino: 
ritratto del nuovo ministro Profumo







Chi è Francesco Profumo?

Profumo è Rettore del Politecnico di Torino dall’ottobre 2005 (ora in aspettativa per l’incarico governativo);
Dal 2007 ad oggi è membro del Consiglio di Amministrazione di FIDIA S.p.A.;
dal 2007 al 2009 è stato membro del Consiglio di Amministrazione del Sole 24 Ore;
dal 2008 al 2010 è stato membro del Consiglio di Amministrazione di Unicredit Private Bank;
dal Febbraio 2011 è membro del Comitato Consultivo Divisionale Private Banking di UniCredit Banca;
è membro dell’Advisory Board del Fondo Innogest e di Reply S.p.A;
Consigliere di Amministrazione di Pirelli & C. S.p.A. dal 21 aprile 2011;
Consigliere di Amministrazione di Telecom Italia dal 12 aprile 2011.

        Dopo anni di governo dell’Ateneo, aprendone le porte a FIAT, MOTOROLA, GENERAL MOTOR , PIRELLI e promuovendo un incubatore d’impresa all’avanguardia a livello nazionale, nel 2010 ha tenuto sulle spine tutti prospettando la sua disponibilità alla candidatura a Sindaco del Comune di Torino nelle liste del PD. Candidatura che, pur avendo l’appoggio trasversale di Centro-sinistra, dei vertici imprenditoriali, nonché di ampi settori della CGIL cittadina, ha ritirato a causa della sua indisponibilità ad affrontare le elezioni primarie.
        Chiuso il capitolo delle elezioni comunali, è stato poi nell’agosto 2011 nominato dal MIUR alla Presidenza del CNR.
        Il rapporto privilegiato di Profumo con la Gelmini è testimoniato dal fatto che il Politecnico, durante il mandato dell’allora Direttore Amministrativo Dott. M. Tomasi, si è classificato ai vertici della graduatoria degli Atenei italiani, diventando miracolosamente primo nel 2010, quando Tomasi è entrato ufficialmente nell’entourage della Gelmini, andando a ricoprire l’incarico di Direttore Generale del ministero di Viale Trastevere.
        Affermare che Profumo ha avuto un ruolo determinante nella stesura della riforma Gelmini viene spontaneo, se si esamina il piano strategico del Politecnico che già nel 2007 impegnava l’Ateneo ad investire nella ricerca applicata, attirando finanziamenti privati che attualmente superano per entità quelli pubblici.
        Sempre in tale direzione l’Ateneo ha iniziato, prima ancora dell’approvazione della legge 240, una riorganizzazione che ha comportato la chiusura di sedi decentrate, l’adozione del sistema contabile economico-patrimoniale e di un regime aziendalistico propri della Legge Gelmini.
        Tale percorso è stato attuato ignorando il malessere di Studenti, Ricercatori e Personale Tecnico-Amministrativo, disattendendo accordi integrativi di Ateneo e ignorando scioperi e manifestazioni.
        L’attuale bozza di statuto del Politecnico, ha vissuto un travagliato iter ed è stata di fatto respinta nel referendum dall’80% del personale tecnico-amministrativo, passando per un “pelo” solo grazie al peso dei voti (erano necessari 7 voti del personale tecnico ed amministrativo per fare un voto di un docente).
        Dulcis in fundo, informiamo che il giorno prima (15 novembre 2011) della cessazione del mandato della Gelmini, il MIUR ha inviato al Politecnico il suo parere sulla bozza di statuto, offrendo così al Magnifico Prof. Profumo, la possibilità di approvare, nella sua nuova veste di Ministro, la versione finale dello statuto del Politecnico di Torino.
        In conclusione, non possiamo condividere l’ottimismo di certi gruppi politici e sindacali che si aspettano dal nuovo Ministro dell’Istruzione del Governo Monti segnali di discontinuità nel processo oramai ventennale di dismissione dell’Università pubblica a spese di studenti, precari e personale tecnico-amministrativo.
        E’ necessario, viceversa, alzare la guardia, mobilitare i lavoratori, i precari, gli studenti, poiché Profumo non sarà meglio di Gelmini.
        La deriva aziendalistica e privatistica della scuola e dell’università, perseguita da tutti i governi negli ultimi 20 anni, con il Prof. Francesco Profumo ministro, uomo delle banche e di Confindustria, rischia una brusca accelerazione e di giungere a compimento.
        Le RSU del Politecnico di Torino, in lotta contro le politiche del rettore Profumo, contro i tagli al salario accessorio, contro la riorganizzazione unilaterale dell’organizzazione del lavoro, per il rispetto degli accordi sindacali e contro il licenziamento dei precari, hanno indetto lo stato di agitazione e nei prossimi giorni saranno programmate in tutte le sedi del Politecnico una serie di assemblee e di incisive azioni di lotta, che assumono oggi una valenza più generale.

Torino, 20 novembre 2011                 RSU Politecnico Torino

lunedì 21 novembre 2011

ACCORDI AL VIA TRA ATENEI E IMPRESE IN LOMBARDIA, PIEMONTE, VENETO ED EMILIA-ROMAGNA

Un vero e proprio contratto prima di finire l'università, per muovere in anticipo i primi passi nel mondo del lavoro e stringere i tempi di assunzione. 
Una chance per una parte dei neoiscritti alle scuole di dottorato dell'Università di Padova, che da gennaio potranno essere assunti dalle imprese del Veneto. Ma anche per gli studenti di dieci atenei lombardi, dove sono in fase di progettazione corsi di laurea con l'ultimo anno in azienda. 
In Piemonte, invece, già da settembre sui tavoli della Regione sono arrivate le prime richieste di dottorato mentre per lauree e master è al rush finale l'accordo con gli atenei.
Sono solo alcune delle iniziative avviate sul territorio per rilanciare l'alto apprendistato, riformato dal Testo unico appena entrato in vigore e inserito tra gli otto punti dell'accordo tra Confindustria e CRUI presentato lunedì scorso: nel quadro della riforma del terzo livello della formazione superiore - si legge nel documento - l'obiettivo è accrescere il numero di percorsi di dottorato collegati con la domanda delle imprese. 

(Fonte: F. Barbieri, Il Sole 24 Ore 14-11-2011)





mercoledì 16 novembre 2011

17 NOVEMBRE - Giornata di mobilitazione studentesca in diretta radio

Anche quest’anno le radio universitarie italiane tornano a far sentire la propria voce con una diretta a reti unificate, capitanata da Unica Radio, la web radio degli studenti universitari di Cagliari.
Giovedì 17 Novembre, dalle 11 alle 13 andrà in onda uno special in collaborazione con le radio universitarie di Padova, Perugia, Verona, Catania, Vercelli, Pavia, Trento, Palermo, Pisa, Ferrara, Prato e con RadUni, l’associazione nazionale degli operatori dei media universitari e Ustation.it.

Collegamenti in diretta con i corrispondenti dalle piazze di Padova, Trento, Milano, Roma, Madrid, Bruxelles e nel corso della diretta, gli interventi del Magnifico Rettore dell’Università di Cagliari, prof. Giovanni Melis, del presidente dell’Ersu Cagliari, dott.ssa Daniela Noli, Claudio Siciliano della Retedellaconoscenza.it, Andrea Coinu, coordinatore nazionale dell’UDU e Marco Meloni, esponente del Partito Democratico.
Lo slogan che accompagna l’edizione 2011 della giornata internazionale di mobilitazione studentesca è “Take the streets, take the future”.


Non si tratta di una data casuale. 


Il 17 Novembre 1939 un gruppo formato da 9 studenti cecoslovacchi rimase vittima di un eccidio che aveva l’intento di reprimere le mobilitazioni contro la guerra.  


Sempre il 17 Novembre 1973, l’occupazione del Politecnico di Atene ad opera di studenti universitari venne sgomberata dai carri armati dei Colonnelli e sempre i carri armati furono lo strumento di repressione per gli studenti cecoslovacchi nel 1989, durante la commemorazione dell’eccidio del ‘39. 


Nel 2003 il Social Forum Mondiale di Porto Alegre in Brasile e nel 2004 a Mumbai in India, l’assemblea studentesca mondiale ha ripreso questa giornata trasformandola da momento prettamente celebrativo a occasione di lotta.  


Si tratta di una ricorrenza sentita in tutto il mondo, che ha tra i suoi scopi quello di proteggere il diritto all’istruzione e al sapere accessibile a tutti, senza distinzione alcuna.  


Ancora una volta gli studenti tornano in piazza per manifestare contro tutte le scelte che mettono in pericolo il diritto allo studio uguale per tutti.


Partire dalla conoscenza per uscire dalla crisi è possibile, perché solo una società dove tutti possono accedere ad un’istruzione, indipendentemente dalle possibilità economiche è una società che ha un futuro.

domenica 13 novembre 2011

INFORMARE PER RESISTERE

Le università calabresi non hanno ancora erogato le borse di studio dell’anno accademico iniziato a ottobre 2010 e terminato a luglio 2011. In Regione promettono di stanziare i fondi entro gennaio, ma intanto l’amministrazione guidata da Giuseppe Scoppelliti ha trovato 1,2 milioni di euro da destinare a Luiss e Bocconi per la sua scuola di alta formazione, borse di studio incluse. 

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mercoledì 9 novembre 2011

Completato il Consiglio di Amministrazione del CNR





Il Consiglio di Amministrazione del Consiglio Nazionale delle Ricerche, ai sensi dell'art.7 dello Statuto del CNR, è così costituito:

Componenti Designazione
Prof. Francesco Profumo Presidente MIUR
Prof.ssa Maria Cristina Messa
MIUR
Prof.ssa Gloria Saccani Jotti
MIUR
Ing. Vico Valassi
Unioncamere

L'annuncio del completamento del Cda del Cnr con il nome del prof. Gennaro Ferrara, economista, ex rettore dell'Universita' Parthenope di Napoli, indicato dalla conferenza stato regioni, è stato dato oggi dal ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini a Confindustria nel corso del suo intervento alla nona giornata della ricerca e dell'innovazione a Roma.

sabato 5 novembre 2011

D.M. 3 novembre 2011 - Criteri di Ripartizione del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) delle Università per l'anno 2011




Si segnala che nel sito del MIUR è stato pubblicato il DM relativo al FFO.
Si tratta forse dell'ultima volta dato che sembra che il Governo preveda di superare i riferimenti all' FFO nel tristemente noto Decreto Sviluppo in corso di elaborazione.

Del presente DM si evidenziano due articoli:
- l'art. 11, che dovrebbe consentire agli Atenei la chiamata degli idonei (speriamo tutti) rimasti escusi dalla presa di servizio lo scorso Anno Accademico;
- l'art. 12, che definisce l'incentivo ad adottare la nuova contabilità d'Ateneo anticipando di un anno gli obblighi della Legge 240/2010. Per cui il nostro Ateneo, che ha da subito aderito alla sperimentazione della nuova contabilità anticipando di due anni i termini di Legge, potrà vedersi riconoscere una parte di questi 500.000,00 Euro. Parte che non consentirà nemmeno di pagare al CINECA il software e i costi dei docenti dei corsi di formazione del personale, per non dire altri costi indotti connessi alle ore di lavoro del personale interessato alla formazione, alla chiusura anticipata della "cassa" e alla sua riapertura con data incerta (prima o dopo Pasqua?) per il nuovo anno.



Art. 11 - Interventi per il reclutamento straordinario di professori associati
13.000.000 € vengono destinati per la chiamata di professori di seconda fascia, secondo le procedure di cui agli articoli 18 e 24, comma 6, della legge 30 dicembre 2010, n. 240, sulla base delle modalità definite con decreto del Ministro, adottato di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, previo parere conforme delle Commissioni parlamentari competenti.


Art. 12 - Interventi per l'adozione della contabilità economico-patrimoniale e del bilancio unico di ateneo.
500.000 € vengono destinati a titolo di incentivo per l'adozione, entro il 1 gennaio 2013, del sistema di contabilità economico patrimoniale e del bilancio unico di ateneo.

domenica 30 ottobre 2011

Appello pubblico in favore del finanziamento della Ricerca Scientifica e Tecnologica in Italia


I rappresentanti del mondo accademico, in collaborazione con l’IEEE (Institute of Electrical and Electronics Engineers, Italy Section) e con Key4biz, lanciano la campagna per l’assegnazione di parte dei proventi dell’asta delle frequenze LTE a favore della ricerca scientifica e tecnologica nel nostro Paese.
Quali gli obiettivi? Un’attenzione alla Ricerca, un sostegno ai giovani, un beneficio per le imprese, il mercato e i consumatori, infine un contributo alla crescita e alla rinascita della nazione.


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lunedì 24 ottobre 2011

RICOSTRUIAMO L'ITALIA PARTENDO DALLA SCUOLA E DALL'UNIVERSITA' PUBBLICA

Un evento nazionale per alzare il tono e dire basta a un declino tanto più insopportabile, quanto evitabile. E allora? "Cambiamo musica"! È ora di dare voce ai cittadini, che ormai non si riconoscono più nel sistema Paese dove l'istruzione e la cultura perdono sempre più il proprio valore. È ora di ripartire, di rimettere insieme i pezzi. Ripartire dall'istruzione, dal rilancio della ricerca pubblica, ripartire con una vocazione secolare, l'arte e la musica, ripartire dal lavoro. 

L'appuntamento è per sabato 29 ottobre, 
Piazza del Popolo, ore 18.00.




giovedì 20 ottobre 2011

Pensione a 68 anni - Presa di posizione del CUN

Apprendiamo dalla stampa che nel Decreto Legge sullo Sviluppo, che il Consiglio di Ministri starebbe per approvare, è contenuta una norma che anticipa il pensionamento dei Professori Universitari Associati a 68 anni, rispetto ai 70 anni sanciti dalla Legge Moratti (L. 230/2005). Una norma del genere, motivata unicamente dal desiderio di far risparmiare le Università, non può essere accettata supinamente dai docenti universitari per le ragioni che seguono:

a) per lo Stato non si tratta di un risparmio, ma di  una semplice "partita di giro": lo stipendio di questi professori verrà pagato dal sistema previdenziale invece che dall'Università

b) la norma è in palese controtendenza con l'aumento delle aspettative di vita, e i conseguenti progetti di aumento generalizzato della età pensionabile, in atto anche in altri paesi europei

c) introduce una ulteriore discriminazione all'interno della docenza universitaria, differenziando professori associati e ordinari

d) non permette una parallela apertura ai giovani in quanto continuano ad applicarsi le norme di parziale blocco delle assunzioni introdotte dalla manovra economica dello scorso anno

e) riduce ulteriormente la capacità degli atenei di offrire percorsi di formazione superiore, costringendoli a ridurre l'offerta didattica

f) toglie anticipatamente dal lavoro delle persone che, dedicandosi ad una attività di tipo intellettuale, è giusto invece che restino attive più a lungo degli altri lavoratori

g) si rivolge infine ad una categoria che è stata già tartassata con tanti altri provvedimenti che ne hanno limitato le prospettive di carriera. Infatti la generalizzata alta età di entrata nei ruoli universitari, accoppiata al blocco pluriennale delle carriere introdotto dal Decreto Legge  78/2010  e successive modificazioni, fa sì che i docenti universitari non abbiano quasi mai il tempo di raggiungere le classi più alte della carriera, e i relativi livelli economici, con conseguente danno economico sia quando sono in servizio che quando andranno in pensione.

Il CNU invita i colleghi alla mobilitazione e si farà promotore, assieme alle altre associazioni sindacali, delle necessarie forme di protesta.

La Presidenza CNU
20 Ottobre 2011

Trasformazione delle conoscenze in brevetti in Italia e in altri paesi (da PNR 2011-2013)

Portafoglio brevetti delle Università italiane (da PNR 2011-2013)

L'Università pubblica opera in un Paese privo di eccellenze


mercoledì 12 ottobre 2011

Appello per le lezioni sulla crisi e i referendum sugli statuti in tutte le università


Un nuovo anno accademico sta per iniziare, l'università che si presenta agli occhi di quegli studenti che per la prima volta varcano le porte dei nostri Atenei è un luogo sempre più svuotato delle sue funzioni principali, dove la stessa ragione sociale della sua esistenza, la possibilità di sviluppare una didattica di qualità e aperta a tutti e una ricerca libera, viene messa in discussione.
L'applicazione della riforma Gelmini e i tagli di Tremonti delineano un processo di distruzione dell'università pubblica, di precarizzazione estrema della ricerca, di smantellamento del diritto allo studio. Il piano ormai chiaro – e in larga misura condiviso in maniera bipartisan – è creare un sistema di “eccellenza” blindato, caratterizzato da numero chiuso e didattica non retribuita, le cui anime siano lo sfruttamento del lavoro intellettuale, sia esso fornito da personale precario o di ruolo, e la competizione. Il blocco delle carriere e del reclutamento, l'espulsione di migliaia di precari dalle università, l'accentramento dei poteri decisionali nelle oligarchie baronali sta riducendo gli spazi di democrazia negli atenei, tutto questo mentre il numero degli iscritti all'università è in costante ribasso, il diritto allo studio vuole essere trasformato in un sistema di prestiti d'onore caratterizzato dall'indebitamento precoce, gli economisti studiano ricette sempre nuove per scaricare il finanziamento pubblico all'università sugli studenti chiedendo loro di pagare rette di 10.000 euro l'anno, e il mercato del lavoro è un deserto di precarietà.  
A questo processo i Rettori collaborano alacremente: a luglio la Conferenza dei Rettori (Crui) ha chiesto al ministro Gelmini la libertà di alzare indiscriminatamente le tasse agli studenti, rimuovendo il vincolo che impone un tetto massimo pari al 20% del finanziamento statale, di poter superare la stessa Legge 240 per utilizzare gratuitamente i ricercatori di ruolo per la didattica, di eliminare il limite di 40.000 euro di reddito annuo ai lavoratori autonomi al fine di offrire contratti di insegnamento gratuito ai ricercatori precari. 
Contro tutto questo l'anno scorso noi studenti, dottorandi, ricercatori, professori, precari e strutturati ci siamo opposti con forti mobilitazioni dentro e fuori gli atenei, salendo sui tetti, occupando monumenti, rendendoci indisponibili, gridandolo nelle strade delle nostre città. In piazza c'erano soprattutto due generazioni: dai ventenni ai quarantenni, le stesse generazioni che sono da tempo estromesse dalla società e dalla politica italiane. 
Riconosciamo come l'attacco all'università pubblica non sia un fatto isolato, ma al contrario inserito all'interno del contesto di crisi economica, sociale e democratica che le nostre generazioni stanno vivendo.

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martedì 11 ottobre 2011

Appello pubblico in favore della Ricerca Scientifica e Tecnologica in Italia

La recente asta per le frequenze ha generato un incasso per lo Stato di quasi 4 Miliardi di Euro e da più parti si avanzano proposte su come impiegare i fondi ricavati in eccesso rispetto alle attese. Noi riteniamo che una quota di questi fondi potrebbe essere destinata alla Ricerca Scientifica e Tecnologica, dando così un importante segnale ai ricercatori, principalmente ai più giovani, che l’Italia crede nella loro creatività e nel loro impegno, qualità fondamentali per la ripresa e per la competitività internazionale del Paese.

Siamo certi che questa iniezione di fiducia non tarderebbe a dare buoni frutti. Già da tempo soggetta a tagli severi, l’Università sta facendo la sua parte per contribuire al risanamento dei conti pubblici. Come non rammentare, però, che in prima fila nei sacrifici sono proprio i nostri giovani? Con minori prospettive di inserimento e maggiore incertezza del futuro, per svolgere le loro ricerche essi sempre più sono costretti a ripianificare la loro vita altrove. Un fenomeno che, impoverendo Università e Imprese, con la perdita delle componenti migliori deruba il Paese del suo futuro.


Nell’attuale congiuntura è prioritario il rilancio della Ricerca Scientifica e Tecnologica.


Occorre dunque fare presto a lanciare un programma che sia rigoroso ed equo nella selezione, veloce nelle procedure di assegnazione ed attivazione, attento nel monitoraggio dei risultati, che privilegi la valutazione dell’efficacia e dell’efficienza dei risultati rispetto al mero controllo di parametri formali, senza peraltro trascurare forme di incentivo per i ricercatori più meritevoli e prevedendo continuità per le ricerche di maggiore impatto.

Occorre oggi incoraggiare una nuova generazione di ricercatori che possa vedere,
attraverso gli strumenti della sana competizione delle idee, possibilità di affermazione e di crescita: ma al contempo occorre incentivare il lavoro di team, perché nel mondo moderno i risultati si ottengono con la collaborazione e la perseveranza sviluppando, sui solidi fondamenti dell’etica, lo spirito di squadra.

Un programma di ricerca dotato di risorse finanziarie ma anche basato su un nuovo e più moderno insieme di regole: ecco cosa chiediamo. L’occasione dei fondi del radiomobile potrebbe offrire le condizioni favorevoli per avviarlo. Si potrebbe così dare un contributo prezioso alla ripresa del Paese e incoraggiare le nuove generazioni ad impegnarsi sempre di più per obiettivi nobili di conoscenza, progresso e benessere al servizio di tutti i cittadini.


Questo noi chiediamo: un investimento sul futuro, convinti che di questo l’Italia abbia prima di ogni altra cosa bisogno.

SEGUONO LE FIRME

venerdì 7 ottobre 2011

Que Viva ANVUR

Visto il vincolo (autoimposto) di dover usare meccanismi numerici, e quello, imposto invece dai baroni in Parlamento e dai loro amici, di dare il potere ai cattedratici italiani, sono d'accordo che dimezzare il numero di papabili, e imporre severi criteri per progredire in carriera e' un'idea sensata.
Ma. 
Perche' meccanismi numerici? 
Chi se li sognati? 
Nessuna universita' civile li adopera per le assunzioni.


Hanno due problemi.

1. quello notato da molti post dell'arbitriata'.
2. il fatto che dopo il primo "shock", la gente (che vuole stare in commissione, o, peggio, che vuol parteciapre a concorsi) li capisce, e si mette a scrivere note di 3 pagine sul journal of froggylegs economics, internazionale e referato, finche' non raggiunge l'agognata mediana.

Io avrei fatto cosi'

1. identifichaimo 200 departmental chair e 200 former departmental chair, dei dipartimenti delle prime 200 universita' del mondo secondo la guida shanghai, e secondo la guida del times Higher education (magari diviso per area).
2. Chiediamo a questi/e (promettendo loro un pagamento di 20 euro all'organizzazione di beneficenza di loro scelta) di fornire 30 nomi di professori italiani nella loro area (magari facendoli scegliere da una lista prederminata).
3. Gli n professori con piu' voti possono fare parte delle commissioni (dove n potrebbe essere pari alla meta'); l'esercizio si ripete poi dopo tre anni.

Neutrini, Supernovae e premi Nobel

Nel 1905 Albert Einstein pubblicò il suo famoso articolo sulla Teoria della Relatività Ristretta, che è diventato uno dei più importanti articoli di fisica di ogni tempo. 
Visto con gli occhi di oggi ci sono almeno tre motivi che ci devono far riflettere. 
In questo articolo è stato introdotto un approccio radicalmente nuovo rispetto al “mainstream” dell’epoca, non è citato alcun altro articolo o libro sullo stesso soggetto ed è stato firmato da un autore all’epoca piuttosto sconosciuto che in calce scrive “Berna, Giugno 1905”. 
Einstein non aveva infatti nessuna affiliazione accademica visto che a quel tempo lavorava all’ufficio brevetti. 
Curiosa situazione che dovrebbe far riflettere chiunque si occupi di valutazione della ricerca: non è difficile immaginare che oggi un tale articolo non verrebbe accettato per la pubblicazione da nessuna rivista scientifica del mondo. 
Ovvio che di Einstein ne nasce uno al secolo, ma, come suggerisce Donald Gillies, questa è una lezione da tener presente anche oggi. ....

giovedì 6 ottobre 2011

Sabato 8 ottobre c'è da "RICUCIRE L'ITALIA"



Come si ricuce l’Italia? Un filo di decenza ci porta in piazza, sabato 8 ottobre, all’Arco della Pace (piazza Sempione) di Milano, a partire dalle 14 e 30, per reagire all’indignazione. Una grande manifestazione, nel cuore della città, per dare spazio a quanti, ago e filo in mano, vogliono un abito dignitoso per il paese.
Presenta
Luisella Costamagna

con un saluto del sindaco di Milano Giuliano Pisapia
e sul palco, con Gustavo Zagrebelsky e Sandra Bonsanti
i giornalisti Marco Travaglio, Lirio Abbate, Claudio Fava, Michele Serra e Franco Siddi segretario Fnsi; i costituzionalisti Lorenza Carlassare e Valerio Onida, gli storici Paul Ginsborg e Salvatore Veca; gli ex magistrati Bruno Tinti e Giuliano Turone, che presenterà un brano dello spettacolo di teatro civile La diritta via, la Costituzione e Dante Alighieri senza distinzione di razza né lingua;
Ci saranno inoltre, la filosofa Roberta De Monticelli e il sociologo Marco Revelli, lo scrittore Corrado Stajano, Massimo Donadi per il comitato referendario, Stefano Pareglio, Elisabetta Rubini e Simona Peverelli per Libertà e Giustizia, Onorio Rosati per la Camera del lavoro di Milano , Carlo Smuraglia per l’Anpi. Nel corso della manifestazione sarà proiettato un contributo video di Moni Ovadia, che, nel rispetto della festività ebraica di Yom Kippur non sarà presente sul palco.

Paolo Limonta dei Comitati X Milano, Emanuele Patti di Arci Milano, Assunta Sarlo per Usciamo dal Silenzio, Edda Boletti delle Girandole
Il bisogno di partecipazione e rappresentanza politica deve farsi largo nelle strutture sclerotizzate della politica del nostro Paese.


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